Le organizzazioni eccellenti non credono nell'eccellenza, ma solo nel miglioramento continuo e nel cambiamento costante. (Tom Peters)


CHE COS'E' UN

CHECK-UP AZIENDALE?

 

Molto, troppo spesso l’imprenditore che si trova a capo di una PMI, preso dalle dinamiche gestionali e dalle emergenze quotidiane, dimentica, o addirittura non conosce, alcuni strumenti che potrebbero risultare utili alla sua attività e soprattutto alla crescita della sua azienda.

Tra questi, lo strumento del Check-Up aziendale si rivela fondamentale per aiutare l’imprenditore a capire com’è fatta e soprattutto quanto vale sul piano delle potenzialità la sua azienda.

Sulla base di questa analisi, sarà possibile individuare i punti critici o di debolezza, come anche i punti forza dell’azienda, indispensabili per l’individuazione dei giusti correttivi e l’applicazione di procedure vincenti.

L’obiettivo dei nostri esperti è quello, appunto, di fornire un quadro attuale, quanto più preciso e veritiero possibile dell’azienda, al fine di facilitare la possibilità di prendere le migliori decisioni, per accrescere e perpetuare nel tempo valore e competitività.

La metodologia si articola fondamentalmente su tre fasi:

1)   la prima prevede l’acquisizione di dati da fonti interne all’azienda e questo può avvenire attraverso un sopralluogo, con relativa visita dell’intera azienda, la somministrazione di questionari ed interviste al fine di acquisire informazioni di diversa natura ai vari dirigenti aziendali, ed il reperimento di documentazione cartacea come bilanci, modelli di report, modelli di distinta base, dati economico-finanziari non contenuti in bilancio.

2)   la seconda, invece, prevede l’acquisizione di dati da fonti esterne attraverso ricerche di varia natura ed in particolare sui competitors.

3)   L’ultima fase riguarda l’analisi vera e propria ed è articolata in due momenti ben distinti tra loro:

a)    Il primo momento è quello del check-up vero e proprio, vale a dire “fotografare” l’azienda nelle sue attività e nei suoi processi fondamentali, cioè quelli che creano valore e che lo stesso imprenditore deve avere ben chiari, affinché la sua gestione sia coerente (definiremo tale momento come “capire l’as is dell’azienda”).

b)   L’altro momento considera, invece, l’azienda alla luce di quelli che sono gli obiettivi di crescita dell’imprenditore, quindi la stessa impresa viene proiettata in avanti nel tempo, naturalmente con ovvi cambiamenti (tale momento viene invece definito come “capire il to be dell’azienda”).


Com’è facile intuire, andando poi a sovrapporre le due analisi sarà possibile rilevare i gap e le discrepanze, sui quali bisognerà intervenire al fine di colmarli. Ed è qui che lo strumento del check-up si rileva fondamentale, perché se l’imprenditore non conosce la propria situazione di partenza, sarà difficilissimo che riesca ad implementare una gestione coerente con i propri obiettivi di crescita e sviluppo.

Le principali aree di analisi saranno quelle tipiche su cui si basa l’impresa, e per ciascuna di esse si valuteranno differenti aspetti:

1. AREA COMMERCIALE E MARKETING:

a. Prodotto (redditività, fatturato, segmentazione),

b. Mercato e competitors,

c. Struttura commerciale\vendite,

d. Processo di evasione dell’ordine,

e. Livello di servizio,

f. Fatturazione, ecc.


2. AREA PRODUZIONE:

a. Tipologia di produzione,

b. Gerarchia funzionale,

c. Gestione magazzini,

d. Programmazione\budget produzione, ecc.


3. AREA AMMINISTARZIONE, FINANZA E CONTROLLO:

a. Analisi del bilancio e dei flussi,

b. Struttura dei costi,

c. Analisi distinta base,

d. Reportistica economica,

e. Investimenti, ecc.


4. AREA ORGANIZZATIVA E SISTEMI INFORMATIVI:

a. Livello di integrazione,

b. Gestione ai diversi livelli, ecc.

 

Dopo aver rilevato ed analizzato tutte queste aree sarà possibile avere un quadro globale dell’azienda che, attraverso una dettagliata relazione esposta a viva voce dagli analisti e verbalizzata su carta completa di dati di riferimento e grafici ove opportuno, rifletterà la situazione in quel preciso momento e che favorirà, in modo coerente e razionale, la formulazione di proposte di intervento, volte a colmare quei gap rilevati nelle aree di analisi, e finalizzati a massimizzare le potenzialità dell’azienda soprattutto rispetto ai propri obiettivi strategici (raggiungimento del “to be”).

In conclusione, è così possibile sintetizzare l’obiettivo di un check-up: “fotografare l’azienda e rilevare i gap di miglioramento rispetto agli obiettivi di crescita e al voler essere dell’azienda”.


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